Che cos’è?

E’ una metodica non invasiva per lo studio del colon che si effettua attraverso un esame di tomografia assiale computerizzata (TAC), che sta largamente sostituendo il clisma opaco a doppio contrasto, ritenuto ormai obsoleto e di scarsa accuratezza diagnostica.

Permette, previa distensione dell’intestino, lo studio delle pareti di questo organo alla ricerca di polipi o tumori, simulando la colonscopia tradizionale; si tratta di una procedura simil-endoscopica condotta al computer utilizzando immagini di tomografia computerizzata (TAC), per questo a differenza della colonscopia tradizionale la colonscopia virtuale viene condotta senza l’introduzione nel colon di sonde.

Indicazioni:

L’esame è indicato nella ricerca di polipi o neoplasie del colon in alternativa al clisma opaco a

doppio contrasto, che presenta una scarsa accuratezza diagnostica; rappresenta un esame esclusivamente diagnostico che affianca e integra, ma non sostituisce la colonscopia convenzionale.

L’esame è indicato:

  • in tutti i pazienti che rifiutanola colonscopia tradizionale.
  • nei casi di colonscopia tradizionale incompleta (30 colonscopie su 100 risultano incomplete).
  • nei pazienti anziani e/o in condizioni precarie di salute o con controindicazioni
  • all’esecuzione della colonscopia tradizionale (per es. cardiopatici, bronchitici cronici)
  • a scopo di prevenzione per tutti i soggetti di età superiore a 50 anni o nei soggetti a rischio dai 40 anni.
  • per controllo dopo polipectomia.
  • per una eventuale stadiazione tumorale, associata ad un esame TC Total body con mdc, dopo un esame di colonscopia convenzionale risultato positivo per tumore del colon.
  • per quei pazienti in cui sia necessaria una esatta localizzazione topografica di un’eventuale neoplasia e una corretta valutazione dell’estensione extracolica di malattia.

Preparazione intestinale:

La preparazione ha lo scopo di liberare l’intestino dal contenuto liquido e fecale che ne impedi-

rebbe una corretta osservazione o di “marcare” le feci con mezzo di contrasto.

Esecuzione dell’esame:

Una volta sistemato il paziente sul lettino TAC, attraverso una sottile sonda (foley) sarà insuffla-

ta nel colon aria ambiente con lo scopo di distendere il viscere. La manovra

non provoca disturbi importanti, ma esclusivamente una senzazione di gonfiore intestinale. Subito dopo saranno eseguite delle scansioni TAC in posizione prona e supina della durata ciascuna di 10-15 secondi.

Tutta la procedura dura circa 10-15 minuti, dal momento in cui l’individuo entra in sala TAC.

L’uso di mezzo di contrasto per via endovenosa è richiesto solo in casi specifici e sempre concordato con il paziente e soprattutto non è necessario per l’accuratezza dell’esame

La dose di radiazioni impiegata è molto bassa (ultralow-dose protocol) ed equivalente alla dose che ogni individuo assume dalle radiazioni naturali. Per queste dosi ultra-basse non è dimostrato alcun danno all’organismo.

L’impiego di farmaci antispastici, quali il Buscopan è richiesto solo in casi particolari.

Al termine dell’esame il paziente potrà riprendere le normali attività e da subito alimentarsi regolarmente.

E’ possibile provare una sensazione di gonfiore dopo l’esame che sparisce in genere spontaneamente e rapidamente.

Cosa può accadere?

Il rischio di complicanze estremamente basso.

Questa indagine, come tutti gli altri esami che impiegano radiazioni ionizzanti (raggi X), non

deve essere eseguita in stato di gravidanza.

Uno dei rischi della procedura è la perforazione intestinale, riscontrabile in circa 1 caso su 10.000 esami (0,01%); di contro tale complicanza in corso di colonscopia tradizionale risulta attorno allo 0,1-0,9% e in corso di clisma opaco a doppio contrasto è di circa 0,02-0,2%.

Una complicanza di tipo lieve che si può verificare è rappresentata da una reazione vaso-vagale con una transitoria ipotensione risolvibile in pochi minuti con il posizionamento supino del paziente.